La RIIA non mantiene le promesse e denuncia altri 40 utenti
Nonostante le promesse fatte solo qualche mese fa, la RIAA sembra non abbia per nulla rinunciato all’idea di denunciare gli utenti privati scoperti a scambiarsi file protetti da copyright, tramite il P2P, ed ora oltre 40 utenti rischiano di essere condannati.
Sembrava che fosse risolta una volta per tutte la situazione che da una parte vedeva la RIIA (che è l’associazione discografica statunitense) e dall’altra gli utenti privati che quotidianamente scaricano (condividono) file protetti da copyright attraverso il Peer to Peer (che sia un client torrent, piuttosto che emule, kazaa ecc). Infatti solo qualche mese fa (per la precisione nel mese di dicembre) avevano deciso di dare un taglio e di non perseguire più per vie legali gli utenti comuni (mentre per quelli che vendono illegalmente copie di CD musicali, film e programmi si verrà puniti) trovati a condividere file. Sembrava tutto tranquillo, invece la “persecuzioni” sembra ancora viva e non doma.
Infatti, dopo l’annuncio da parte di RIIA il 21 dicembre 2008, e la consegna di una lettera al congresso americano il 23 dicembre, in cui si dichiarava di non voler più procedere per vie legali (ed aveva dichiarato che già da agosto aveva abbandonato ogni velleità repressiva), invece ha deciso di far partire altri 40 denuncie contro utenti, senza contare che da agosto (nonostante le belle parole), questi siano più di 100.
tecnozoom(c)






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